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 -->
 <article opts="italian">
 <title>
4mb Laptop HOWTO
 </title>
 <author>
Bruce Richardson &lt;brichardson@lineone.net&gt;
 </author>
 <date>
25 Marzo 2000
 </date>
 <abstract>
Come installare un Linux "evoluto" su di un portatile con specifiche ridotte 
(4mb RAM, &lt;=200mb hard disk).
Traduzione a cura di pctips (pctips@hardwaretips.com), revisione a cura di
Hugh Hartmann (hhartmann@libero.it) e Kriss (chgwor@tin.it).
 </abstract>
 <toc>
 <sect>
Introduzione
 <sect1>
Perch&eacute; &egrave; stato scritto questo documento
 <p>
Si hanno due vecchi portatili a disposizione, entrambi con solo 4mb di RAM e
piccoli dischi rigidi (&lt;=200mb). Si cercher&agrave; di installare Linux
nelle due macchine. La documentazione per questo genere di portatili
raccomanda l'installazione di un mini-Linux o una vecchia versione (e per
questo compatta) di una delle distribuzioni professionali di Linux. Si
cercher&agrave; invece di installare una distribuzione aggiornata di Linux
professionale.
 </p>
 <sect1>
Quali sono gli utilizzi di un portatile con specifiche ridotte?<label
id="sec:whatuse">
 <p>
Molti. Non avvier&agrave; X e non potr&agrave; essere una macchina per
sviluppare (vedere <ref id="sec:whichcomponents" name="Quali componenti
installare?">) ma se piace l'uso della console, si dispone di una macchina
che pu&ograve; essere usata per la posta elettronica, il networking, la
scrittura, ecc. I portatili costituiscono anche degli eccellenti strumenti
di diagnostica/riparazione e le utilit&agrave; per questi scopi possono essere
inserite facilmente in portatili aventi specifiche ridotte.
 </p>
 <sect1>
Perch&eacute; non aggiornare semplicemente il portatile?
<p>
Aggiornare vecchi portatili non &egrave; pi&ugrave; economico che aggiornare
quelli pi&ugrave; recenti. Su una vecchia macchina bisogna spendere molto,
specialmente considerando che il produttore non la supporta pi&ugrave; e
diverse parti sono difficili da reperire.
</p>
 <sect1>
E riguardo alle macchine Desktop con 4mb?
 <p>
La procedura descritta in questo documento dovrebbe funzionare decisamente
bene anche su un PC desktop. D'altra parte, aggiornare una macchina desktop
&egrave; molto pi&ugrave; facile e conveniente che aggiornare un portatile. 
Anche se non non si effettua l'aggiornamento, ci sono tuttavia delle opzioni
pi&ugrave; semplici che si possono considerare. Si pu&ograve; estrarre il
disco, inserirlo in una macchina pi&ugrave; performante, installare Linux,
riassettarlo in maniera appropriata e infine rimettere il disco nella
vecchia macchina.
 </p>
 <sect1>
Cosa non tratta questo documento
 <p>
Questo documento non &egrave; un HOWTO generico riguardante l'installazione
di Linux sui portatili o addirittura un HOWTO specifico per ciascuna delle
due macchine menzionate. Descrive semplicemente un modo per comprimere un
Linux voluminoso in uno spazio molto piccolo, citando, come esempi, due
macchine specifiche.
 </p>
 <sect1>
Dove trovare questo documento
 <p>
La copia pi&ugrave; recente di questo documento pu&ograve; essere trovata in
parecchi formati all'indirizzo <htmlurl
url="http://website.lineone.net/~brichardson/linux/4mb_laptops/"
name="http://website.lineone.net/~brichardson/linux/4mb_laptops/">.
 </p>
 <sect1>
Copyright
 <p>
This document is copyright (c) Bruce Richardson 2000. It may be distributed
under the terms set forth in the LDP license at sunsite.unc.edu/LDP/COPYRIGHT.html.
 </p>
 <p>
This HOWTO is free documentation; you can redistribute it and/or modify
it under the terms of the LDP license. This document is distributed in the
hope that it will be useful, but without any warranty; without even the implied
warranty of merchantability or fitness for a particular purpose. See the LDP
license for more details.
 </p>
 <p>
Toshiba and T1910 are trademarks of Toshiba Corporation. Compaq and Contura
Aero are trademarks of Compaq Computer Corporation.
 </p>
<p>
Questa &egrave; la traduzione italiana della licenza: in ogni caso solo la 
versione inglese ha validit&agrave; legale.
</p>
<p>
Questo documento &egrave; copyright (C) 2000 di Bruce Richardson. Pu&ograve;
essere distribuito sotto i termini stabiliti nella licenza LDP disponibile
all'indirizzo http://sunsite.unc.edu/LDP/COPYRIGHT.html.
</p>
<p>
Questo HOWTO &egrave; documentazione libera; pu&ograve; essere ridistribuito
e/o modificato rispettando i termini della licenza LDP. Questo documento
&egrave; distribuito nella speranza che sia utile, ma senza alcuna garanzia;
ed anche senza alcuna garanzia implicita relativa alla commercializzazione o
all'idoneit&agrave; per un scopo particolare. Si veda la licenza LDP per
maggiori dettagli.
</p>
<p>
Toshiba e T1910 sono marchi registrati della Toshiba Corporation. Compaq e
Contura Aero sono marchi registrati della Compaq Computer Corporation.
</p>
 <sect>
I portatili
 <p>
Questa sezione descrive i portatili adoperati per questa procedura, 
i problemi che si presentano installando Linux e le soluzioni (a grandi 
linee) per risolverli.
</p>
 <sect1>
Specifiche di base
 <sect2>
Compaq Contura Aero
 <p>
 <itemize>
  <item>
25MHz 486SX CPU
  <item>
4mb di RAM
  <item>
Hard Disk da 170 MB
  <item>
1 Slot PCMCIA Tipo II
  <item>
Floppy PCMCIA 3.5" esterno  <footnote>
Il lettore floppy PCMCIA ha un'interfaccia proprietaria che &egrave;
parzialmente pilotata dal BIOS esclusivo dell'Aero. I driver PCMCIA di Linux
non possono funzionare insieme ad esso. Secondo il PCMCIA-HOWTO, se il
lettore &egrave; connesso quando il portatile si avvia, dovrebbe funzionare
come un lettore standard e i Card Service dovrebbero ignorare il
collegamento ma il disco non dovrebbe essere estraibile a caldo. Comunque si
&egrave; scoperto che il lettore diventa inaccessibile non appena i Card
Service si avviano, a meno che ci sia un disco montato nel lettore. Questo
genera delle implicazioni per il processo di installazione che vengono
analizzate nei punti relativi.
</footnote>

 </itemize>
</p> <sect2>
Toshiba T1910
 <p>
 <itemize>
  <item>
33MHz 486SX CPU
  <item>
4mb di RAM
  <item>
Hard Disk da 200 MB
  <item>
Floppy 3.5" interno
  <item>
1 Slot PCMCIA Tipo II/III
 </itemize>
</p> <sect1>
Il problema
 
<p>
I piccoli dischi rigidi e la mancanza di un floppy interno nell'Aero 
rendono l'installazione pi&ugrave; complicata del normale, ma il problema 
reale &egrave; la RAM. Nessuna delle distribuzioni attuali ha un disco di 
installazione che pu&ograve; avviarsi in 4mb, nemmeno se l'intero disco 
&egrave; una partizione di swap.
</p>
<p>
L'installazione standard usa un disco di boot per decomprimere un'immagine
con la partizione di root (sia da un secondo floppy o da CD-ROM) in un
ram-disk. L'immagine di root ha una dimensione di circa 4mb. Esattamente
tutta la ram disponibile in questo scenario. Si pu&ograve; tentare di usare
l'installazione standard ma probabilmente si bloccher&agrave; mentre
scompatta l'immagine di root.
</p>

<sect1>
La soluzione
 <p>
La risposta &egrave; eliminare il ram-disk. Se si pu&ograve; montare il 
disco di root su una partizione fisica, si dovrebbe avere abbastanza memoria 
per l'installazione. Poich&eacute; il ram-disk decompresso &egrave; 
troppo grande per essere messo su un floppy, l'unico spazio disponibile &egrave; 
il disco rigido del portatile. I passaggi sono:
 </p>
 <p>
 <enum>
  <item>
Trovare qualcosa che possa avviarsi con 4mb di ram e che possa anche creare 
partizioni ext2.
  <item>
Usarla per creare una partizione di swap e una piccola partizione ext2 sul 
disco rigido del portatile.
  <item>
Decomprimere l'immagine di root dell'installazione e copiarla sulla partizione 
ext2.
  <item>
Avviare il portatile dal disco di avvio dell'installazione, indirizzandolo
alla partizione ext2 sul disco rigido.
  <item>
L'installazione dovrebbe funzionare pi&ugrave; o meno normalmente da qui in 
poi.
 </enum>
</p> 
<p>
L'unica domanda &egrave; se una distribuzione che non potrebbe essere
installata (in normali circostanze) sui portatili, possa girarvi sopra. La
risposta in breve &egrave; "S&igrave;".
 </p>
 <p>
Se si &egrave; un vecchio utilizzatore Linux, questo &egrave; tutto quello
che c'&egrave; da sapere. Altrimenti, si continui a leggere - alcuni
passaggi descritti precedentemente non sono cos&igrave; semplici come
sembrano.
 </p>
 <sect>
Scelte fatte
 <p>
Questa sezione descrive le scelte disponibili, quali opzioni sono possibili, 
quali di queste sono state preferite ed il perch&eacute;.
</p>
 <sect1>
Cosa usare per creare la partizione iniziale di root?
 <p>
Lo strumento migliore per questo scopo &egrave; un mini-Linux. C'&egrave;
un'ampia selezione di piccoli Linux disponibili sulla rete, ma la maggior
parte di questi non pu&ograve; avviarsi in 4mb di RAM. Sono stati trovati
due mini-linux che soddisfano questa esigenza:
 </p>
 <p>
 <descrip>
  <tag>
SmallLinux <htmlurl url="http://smalllinux.netpedia.net/"
name="http://smalllinux.netpedia.net/"></tag> SmallLinux pu&ograve; essere
avviato in 2mb di RAM ma il suo disco di root non pu&ograve; essere estratto
dal lettore, il che &egrave; un peccato poich&eacute; ha tutto quello che
serve (es. fdisk, mkswap e mkfs.ext2). SmallLinux pu&ograve; creare le
partizioni necessarie ma non pu&ograve; essere usato per copiare la
partizione di root.
  <tag>
muLinux <htmlurl url="http://sunsite.auc.dk/mulinux/" name="http://sunsite.auc.dk/mulinux/"></tag>
muLinux pu&ograve; essere avviato in 4mb ma solo in una modalit&agrave; limitata di singolo 
utente. In questo modo fdisk e mkswap sono disponibili, ma mkfs.ext2 
e le librerie necessarie per avviarlo sono nella partizione /usr che non 
&egrave; disponibile nella modalit&agrave; &quot;maintenance&quot; [NdT:
muLinux permette la creazione di un disco BOOT+ROOT+USR sfruttando una
formattazione particolare per floppy disk da 1,7 MB]. Per usare muLinux allo
scopo di effettuare l'intera operazione di pre-installazione, i file
necessari per creare i file di sistema ext2 devono essere estratti
dall'immagine disco USR e copiati su floppy.
 </descrip>
</p>
<p>
Questo offre la possibilit&agrave; di usare SmallLinux per creare le
partizioni e muLinux per copiare la partizione di root oppure usare
muLinux per fare l'intero lavoro. Poich&eacute; si dispone di due 
portatili, sono stai provati entrambi i mini-linux.
 </p>
 <sect1>
La distribuzione
 <p>
&Egrave; stata scelta la Slackware, in considerazione dei seguenti punti:
 </p>
 <p>
 <itemize>
  <item>
Slackware ha assolutamente il programma di installazione meno appariscente
di tutte le maggiori distribuzioni. &Egrave; anche una delle pi&ugrave; 
flessibili ed &egrave; accompagnata da un'ampia selezione di kernel per 
supportare il maggior numero di macchine possibile. Questo la rende molto 
adatta al tipo di hacking richiesto in questo scenario.
  <item>
Slackware supporta tutti i metodi elencati in <ref id="sec:whichmethod" name="Quale metodo di installazione utilizzare?">.
  <item>
Slackware &egrave; una distribuzione realizzata da una sola persona. 
Certamente Patrick Volkerding non obietter&agrave; se si afferma che i suoi 
strumenti di configurazione sono i pi&ugrave; semplici e i pi&ugrave; 
efficienti. Questo rende pi&ugrave; facile il compito di adattare l'installazione per essere usata in condizioni particolari.
</itemize>
</p> <p>
&Egrave; stata usata la versione 7.0 in quanto era l'ultima disponibile nel momento in cui &egrave; stata provata questa procedura.
 </p>
 <sect2>
Ma se Slackware non piace?
<p>
Non si deve usarla per forza. Non &egrave possibile fornire indicazioni per 
tutte le distribuzioni, anche se Debian, Red Hat e SuSE offrono una serie di 
metodi di installazione ed hanno una procedura di installazione "expert"
</p>
<p>
<footnote>Debian pu&ograve; fare tutto questo genere di cose?</footnote>
che pu&ograve; essere usata in questa situazione. La maggior parte dei 
passaggi in questo documento potrebbero essere applicati a qualsiasi 
distribuzione senza cambiamenti.
</p>
<p>
Se non si &egrave; mai usato il metodo esperto della propria distribuzione
preferita, prima si possono fare delle prove su una macchina desktop normale
per acquisire una certa familiarit&agrave; e per esplorare le opzioni che
offre.
</p>
 <sect1>
Quale metodo di installazione utilizzare?<label id="sec:whichmethod">
 <p>
 <descrip>
<tag>
Installazione da floppy
</tag>
Questo significa cambiare 15 floppy, ottenendo solo un'installazione 
assolutamente minimale e che richiede una seconda fase per ottenere le 
applicazioni che si desiderano. &Egrave; anche <em>molto</em> lenta su macchine con 
specifiche ridotte. Questa &egrave; l'ultima risorsa se non si possono usare 
le altre.
<tag>
Installazione da porta parallela
</tag>
Quando la porta parallela ha un dispositivo IDE, un cavo parallelo o un 
piccolo adattatore di rete <footnote>
L'installazione con un piccolo adattatore di rete su queste macchine
sar&agrave; <em>molto</em> lenta.</footnote> connessi.
Questa pu&ograve; essere una buona scelta per l'Aero, lasciando libero lo 
slot PCMCIA per usare il lettore floppy.
<tag>
Installazione da PCMCIA</tag>
Come la precedente, questa pu&ograve; essere un'installazione da CD-ROM o da 
rete. Questo dovrebbe essere il metodo migliore per il T1910 - sull'Aero 
&egrave; un p&ograve; pi&ugrave; difficoltoso.
<tag>
Installazione da Ethernet ISA/PCI</tag>
Non &egrave; un'opzione per i portatili naturalmente, ma valida nel caso in 
cui la propria macchina sia un PC desktop.
</descrip>
<p>
<quote>
Gli strumenti che si hanno a disposizione comportano l'uso di un'installazione 
PCMCIA da rete. Si indicher&agrave; dove i passaggi cambiano per gli altri 
metodi. Qualsiasi metodo venga scelto, sar&agrave; necessaria una 
macchina recente a disposizione - anche solo per creare i dischi per 
un'installazione da floppy.
</quote>
</p>
<sect1>
Schema delle partizioni<label id="sec:partitionlayout">
 <sect2>
Requisti di base
<p>
Questa procedura richiede almeno due partizioni Linux native oltre a quella 
di swap. Poich&eacute; una delle due partizioni ext2 sar&agrave; usata come 
root temporanea durante l'installazione, non sar&agrave; disponibile come 
partizione di destinazione e per questo deve essere piccola, ma non 
inferiore ai 5mb. Per questo vale la pena creare una partizione che 
verr&agrave; riusata come /home dopo che l'installazione sar&agrave; 
completata. Un'altra opzione potrebbe essere ricrearla come partizione DOS per avere 
un portatile con dual-boot.
</p>
 <sect2>
Quanto pu&ograve; essere complesso uno schema per le partizioni?
 <p>
In questo testo non c'&egrave; lo spazio per dilungarsi. Esistono buoni
motivi per avere una singola partizione ext2 ed usare il file di swap allo
scopo di evitare di sprecare dello spazio, ma si raccomanda fortemente di
creare una partizione separata per /usr. Se &egrave; disponibile una sola
partizione e qualcosa non funziona, &egrave; probabile che si debba
affrontare una reinstallazione completa. Separare /usr ed avere una piccola
partizione per / rende pi&ugrave; agevole il recupero di un disastro. Su
entrambe le macchine sono state create in totale quattro partizioni:
</p>
<p>
 <enum>
  <item>
Una partizione di swap -- 16mb sul T1910, 20 sull'Aero (si consiglia di
aumentare la memoria sull'Aero).
  <item>
/home (root temporanea durante l'installazione) -- 10mb.
  <item>
/ -- 40mb sul T1910, 30mb sull'Aero.
  <item>
/usr -- Tutto lo spazio restante.
 </enum>
</p> <p>
Inoltre l'Aero usa hda3 per una partizione DOS da 2mb contenente
strumenti di configurazione. Leggere le Aero FAQ per maggiori dettagli.
 </p>
 <sect1>
Quali componenti installare?<label id="sec:whichcomponents">
 <p>
Solo le librerie glibc complete occuperebbero quasi tutto il disco rigido,
quindi non c'&egrave; spazio per realizzare una macchina di sviluppo. Pare
che si possa fare un'installazione di X minimale, ma &egrave; molto
probabile che funzionerebbe lentamente. Si &egrave; deciso allora di
installare (per una lista completa si veda l'<ref id="sec:appendixA"
name="Appendice A">) i seguenti pacchetti:
 </p>
 <p>
 <itemize>
  <item>
Le utilit&agrave; principali di Linux
  <item>
Applicazioni testuali assortite dal gruppo ap1
  <item>
Documentazione Info/FAQ/HOWTO
  <item>
Delle utilit&agrave; basilari per il networking
  <item>
I giochi BSD
 </itemize>
</p> <p>
Questa sezione illustra il tipo di macchina descritto in <ref id="sec:whatuse" name="Quali sono gli utilizzi di un portatile ridotto?">.
 </p>
 <sect>
La procedura di pre-installazione
 <p>
Questa sezione tratta la creazione di una partizione di swap e di una
partizione root temporanea sul disco fisso del portatile. Nulla di quanto
&egrave; qui descritto &egrave; strettamente legato alla Slackware.
 </p>
 <sect1>
Preparazione di muLinux<label id="sec:mulinuxprep">
 <p>
Se si ha intenzione di usare solo muLinux per questa procedura, si
dovr&agrave; preparare un disco con mkfs.ext2 e le librerie per supportarlo
[NdT: vedere la nota precedente relativa a BOOT+ROOT+USR]. Dai file di
setup di muLinux si decomprima USR.bz2 e lo si monti come un filesystem di
loop. Se ci si trova nella stessa directory del file USR e si vuole montarlo
in /tmpusr, la sequenza dei comandi per questo compito sar&agrave;:
 </p>
 <p>
 <code>
losetup /dev/loop0 USR
mount -t ext2 /dev/loop0 /tmpusr
 </code>
</p> <p>
Da qui si copi mkfs.ext2, libext2fs.so.2, libcomerr.so.2 e libuuid.so.1 in
un floppy.
 </p>
 <sect1>
Preparare l'installazione dei file di root<label id="sec:preproot">
 <p>
Selezionare il disco di root che si desidera - &egrave; stata usata la
modalit&agrave; "color" (grafica) senza problemi, ma l'uso della
modalit&agrave; "text" (testuale) risulter&agrave; un po' pi&ugrave;
veloce in queste condizioni di memoria ridotta. Si decomprima l'immagine e
la si monti come un disco di loop. La procedura &egrave; la stessa della
sezione precedente ma l'immagine del disco di root &egrave; un filesystem
minix.
</p>
<p>
Ora sono necessari 3 floppy da 1722 o 4 floppy da 1440 con il filesystem ext2 -
&egrave; meglio utilizzare i floppy da 1722 se non si vuole spezzare la
/directory lib. Si dia ai floppy il doppio del numero di inode di default,
in modo che possano contenere la directory /dev. Ci sono 432 nodi per un
disco 1722 e 368 per uno da 1440. Se si specifica /dev/fd0H1722 o
/dev/fd0H1440, allora non si dovr&agrave; aggiungere nessun altro
parametro; quindi, per un disco da 1722, eseguire il comando:
 </p>
 <p>
 <code>
mke2fs -N 432 /dev/fd0H1722
 </code>
</p> <p>
Se l'immagine di root &egrave; stata montata in /tmproot ed il floppy di
destinazione in /floppy, si entri nella directory /tmproot. Per copiare la
directory dev il comando &egrave;:
 </p>
 <p>
 <code>
cp -dpPR dev/* /floppy/
 </code>
</p> <p>
Per le altre directory con i relativi file inclusi (bin, etc, lib, mnt, sbin, 
usr, var), eseguire invece il comando:
 </p>
 <p>
 <code>
cp -dpPr nomedirectory/* /floppy/
 </code>
</p> <p>
Non bisogna preoccuparsi per le directory vuote (floppy, proc, root, tag,
tmp) perch&eacute; sul portatile si possono creare facilmente. boot e cdrom
sono collegamenti simbolici che puntano rispettivamente a /mnt/boot e a
/var/log/mount - si possono creare anche queste directory sul portatile.
 </p>
 <sect1>
Creare le partizioni
 <sect2>
I mini-Linux e i file-system ext2 - una nota importante
 <p>
Per risparmiare spazio, gli sviluppatori dei mini-Linux spesso usano le meno
recenti librerie libc5 e quando usano le libc6 pi&ugrave; aggiornate,
escludono molte delle opzioni compilate nelle distribuzioni complete,
incluse alcune caratteristiche opzionali del file-system ext2. Ci&ograve;
comporta due conseguenze:
 </p>
 <p>
 <itemize>
  <item>
Provando a montare dischi formattati in ext2 su un sistema Linux moderno,
pu&ograve; generare messaggi di errore se vengono montati in modalit&agrave;
lettura-scrittura. Assicurarsi di usare l'opzione -r quando si montano
floppy sul portatile.
  <item>
Non &egrave; saggio usare mkfs.ext2 di un mini-Linux per creare i file-system 
nelle partizioni dove verr&agrave; installata la SlackWare. Dovrebbe 
essere usato solo per creare il file-system sulla partizione temporanea di 
root. Quando l'installazione sar&agrave; completata, questa partizione 
potr&agrave; essere formattata e riutilizzata.
 </itemize>
</p> <sect2>
Procedura
 <p>
Se si sta lavorando sull'Aero, ci si assicuri che il lettore floppy sia inserito 
prima di accenderlo e poi non si deve rimuoverlo.
 </p>
 <p>
 <enum>
  <item>
Avvio da mini-Linux  <footnote>
Con muLinux, bisogna aspettare fino a quando il processo di avvio rileva il piccolo 
spazio in memoria e fornisce la possibilit&agrave; di lanciare una shell - 
si scelga questa opzione e si lavori nella modalit&agrave; singolo-utente 
limitata che offre.  </footnote>

  <item>
Usare fdisk per creare le partizioni.
  <item>
Riavviare il sistema uscendo da fdisk (con muLinux, in questo passaggio, si deve semplicemente 
spegnere e riaccendere la macchina).
  <item>
Usare mkswap sulla partizione di swap ed attivarla (questo render&agrave; 
muLinux pi&ugrave; felice).
  <item>
Se si sta usando muLinux, montare il floppy extra creato in <ref id="sec:mulinuxprep" name="Preparazione di muLinux"> 
e copiare mkfs.ext2 in /bin e le librerie in /lib.
  <item>
Usare mkfs.ext2 per creare il file-system nella partizione di root temporanea.
  <item>
Se si sta utilizzando SmallLinux, spegnere e riavviare usando muLinux. Non 
dimenticarsi di attivare nuovamente la partizione di swap.
  <item>
muLinux dovrebbe aver montato il floppy di boot in /startup - smontare il 
floppy e lasciare libero il lettore del floppy.
  <item>
Ora si monti la partizione di root temporanea e si copi in essa il contenuto
dei dischi che sono stati precedentemente creati in <ref id="sec:preproot"
name="Preparare l'installazione dei file di root">. Non bisogna
preoccuparsi dei messaggi di errore: se, ad esempio, si copia usr dal floppy
nella partizione di root temporanea digitando "cp -dpPr usr/* /tmproot/", si
otterr&agrave; il messaggio di errore "cp: sr: no such file or directory".
Si pu&ograve; ignorarlo, nulla &egrave; andato storto.
  <item>
Entrare nella partizione di root temporanea e creare le cartelle vuote (floppy, 
proc, root, tag, tmp) ed i collegamenti simbolici boot (che punta a mnt/boot) e cdrom (che punta a var/log/mount).
  <item>
Smontare la partizione temporanea di root per sincronizzare il disco.
  <item>
Ora si pu&ograve semplicemente spegnere la macchina.
 </enum>
</p> <sect>
L'installazione
 <p>
Questa sezione non fornisce molti dettagli sul processo di installazione
della Slackware. Infatti si suppone che lo si conosca gi&agrave;. Questa
sezione invece si concentra su quelle aree che richiedono particolari
attenzioni oppure su passaggi inusuali.
</p>
<sect1>
Avviare la macchina
<p>
Creare un disco di boot da una delle immagini fornite dalla Slackware. Si 
raccomanda di usare bareapm.i su un portatile e bare.i su un desktop - 
a meno che non si disponga di un dispositivo IDE su porta parallela 
(pportide.i). Avviare il portatile da questo disco. Quando appare il prompt 
"boot:", digitare "mount root=/dev/hdax" dove x &egrave; la partizione di root 
temporanea. Fare il login come root. Quindi attivare la partizione di swap.
</p>
 <sect1>
Installazione da floppy o CD-ROM su porta parallela
 <p>
In entrambi i casi, non sar&agrave; necessario alcun lavoro ulteriore per 
accedere al supporto di installazione. Si avvii semplicemente
l'installazione.
 </p>
 <sect1>
Installazione da Network/PCMCIA
 <p>
Nel caso in cui si scelga questo tipo di installazione, la Slackware fornisce 
dei dischi supplementari con strumenti software e le relative istruzioni per usarli al 
meglio quando si fa il login. Usare il disco network su un PC desktop con una 
scheda ethernet o su un portatile con un piccolo adattatore di rete. Usare il 
disco PCMCIA per un'installazione PCMCIA. Quando il proprio adattatore di
rete/controller PCMCIA verr&agrave; riconosciuto, avviare l'installazione.
 </p>
 <sect2>
Installazione PCMCIA sull'Aero
 <p>
Il processo di installazione della Slackware avvia i driver PCMCIA dal floppy 
secondario. Poich&eacute; l'Aero ha un lettore floppy PCMCIA, non si pu&ograve rimuovere il lettore floppy per inserire il CD-ROM PCMCIA o la scheda di rete. La soluzione &egrave; comunque semplice: la procedura per il setup PCMCIA della Slackware crea la directory /pcmcia e qui monta il disco supplementare. Quindi:
 </p>
 <p>
 <enum>
  <item>
Creare automaticamente la directory /pcmcia.
  <item>
Montare il disco supplementare in /mnt. Assicurarsi di specificare vfat come 
tipo di file-system - se non si esegue questa operazione, il file-system 
verr&agrave; scorrettamente indentificato come UMSDOS ed i nomi dei file 
lunghi verranno copiati in modo errato.
  <item>
cd /mnt ; cp -dpPr ./* /pcmcia/
  <item>
Smontare il floppy.
  <item>
Avviare pcmcia. Quando lo script avviser&agrave; che non c'&egrave; un disco 
nel lettore, premere semplicemente Invio: verranno avviati i Card Service. 
Connettere il proprio dispositivo PCMCIA e premere Invio.
  <item>
Avviare l'installazione.
 </enum>
</p> <sect1>
Installazione
 <p>
Il programma di installazione di Slackware &egrave; molto semplice. Si inizi
con la sezione relativa alla tastiera ed esso guider&agrave; passo dopo 
passo.
 </p>
 <sect2>
AddSwap
 <p>
Questo passaggio &egrave; necessario per inserire la voce corretta in 
/etc/fstab ma ci si assicuri che non esegua mkswap in quanto si sta gi&agrave; usando questa 
partizione.
 </p>
 <sect2>
Target
 <p>
In questa sezione l'installazione della Slackware chiede quali partizioni
andranno montate e, eventualmente, se e come si vogliono formattare.
 </p>
 <p>
La scelta pi&ugrave; sicura &egrave; lasciare fuori la partizione di root
temporanea e modificare fstab solo successivamente se si ritiene che non sia
pi&ugrave; necessaria per scopi temporanei. Se si ha intenzione di
riutilizzarla come /home , &egrave; una buona scelta rinominarla /home -
naturalmente, adesso non la si formatti! Se si intende riusarla come una
parte della struttura delle directory in cui i file verranno scritti durante
l'installazione (per esempio /var), si deve assolutamente ignorare questo
passo: dopo che l'installazione sar&agrave; completata, si potr&agrave;
spostarli manualmente.
 </p>
 <sect2>
Selezione
 <p>
A questo punto scegliere quali categorie generiche di software installare.
Si consiglia quanto segue:
 </p>
 <p>
 <itemize>
  <item>
A - Base Linux System (Sistema Linux di base)
  <item>
AP -Non-X applications (Applicazioni non X)
  <item>
F - FAQs and HOWTOs (FAQ e HOWTO)
  <item>
N - Networking tools and apps (Strumenti software e programmi per il networking)
  <item>
Y - BSD games collection (Collezione di giochi BSD)
 </itemize>
</p> <p>
Si raccomanda di non aggiungerne altre - in ogni caso, si devono snellire A, AP 
e N. In questo modo si ottiene un sistema Linux base al quale si potr&agrave; aggiungere 
quello che serve.
 </p>
 <sect2>
Installazione<label id="sec:installpackages">
 <p>
Utilizzare il metodo di installazione Expert che permette di scegliere/rifiutare 
l'installazione dei singoli pacchetti dalle categorie scelte nel passaggio Selezione.
L'<ref id="sec:appendixA" name="Appendice A"> approfondisce le scelte che sono
state fatte.
 </p>
 <p>
Questa fase richiede circa 3 ore per un'installazione PCMCIA dalla rete. Si 
dovranno selezionare i singoli pacchetti prima dell'installazione 
di ogni categoria, quindi non si potr&agrave; abbandonare la macchina e lasciarla 
lavorare.
 </p>
 <sect2>
Configurazione
 <p>
Una volta che tutti i pacchetti sono stati installati, si dovr&agrave; fare
una configurazione finale per la propria macchina. Questo passaggio riguarda
aree come il networking, lilo, la scelta di un kernel, ecc. Alcuni punti da
considerare:
 </p>
 <p>
 <itemize>
  <item>
Se &egrave; stata effettuata un'installazione PCMCIA, non si accetti la scelta di 
configurare la propria rete con netconfig. Questo rovinerebbe il proprio 
collegamento di rete PCMCIA. Attendere che il sistema venga riavviato e solo 
dopo modificare il file /etc/pcmcia/network.opts
  <item>
Questo &egrave; il punto in cui si dovr&agrave; installare un kernel. Per un 
portatile bareapm &egrave; il migliore, per un desktop &egrave; adatto bare.
 </itemize>
</p> <sect2>
Exit
 <p>
Il processo di installazione &egrave; terminato, ma non il proprio
lavoro.<bf> Non si riavvii ancora! </bf> C'&egrave; un altro passaggio
vitale da completare.
 </p>
 <sect1>
Configurazione di pre-riavvio<label id="sec:prebootconfig">
 <p>
Su una macchina normale si dovrebbe semplicemente riavviare una volta che 
l'installazione &egrave; completata. Se si riavvia su una di queste, invece, 
si dovr&agrave; attendere 6 o 8 ore per far apparire la schermata di login e 
un'altra mezz'ora per ottenere il prompt dei comandi. Prima di riavviare si 
deve cambiare o rimuovere gli elementi che provocano questo rallentamento. 
Questo richiede la modifica dei file di configurazione, quindi si deve avere 
una certa familiarit&agrave; con vi, ed o sed.
 </p>
 <p>
In questa fase la propria partizione futura di root &egrave; ancora montata 
in /mnt, quindi ricordarsi di aggiungere questo percorso a quelli mostrati qui 
di seguito.
 </p>
 <p>
 <descrip>
  <tag>
/etc/passwd</tag> Modificare questo file per cambiare la shell predefinita 
dell'utente root con ash. ash &egrave; praticamente l'unica shell di login valida con 4mb di RAM.
  <tag>
/etc/rc.d/rc.modules</tag>Commentare la riga 'depmod -a'. Serve solo per 
aggiornare le dipendenze dei moduli se &egrave; stata cambiata la propria 
configurazione dei moduli (ad esempio, ricompilandone o aggiungendone dei 
nuovi). Su di un sistema normale, questa operazione richiede un secondo o due e quindi non crea problemi se viene eseguita ad ogni avvio. Su un portatile con 4mb di ram, pu&ograve; invece richiedere pi&ugrave; di 8 ore. Quando si cambia la propria 
configurazione dei moduli, si pu&ograve; semplicemente decommentare questa riga 
e riavviare. In alternativa, cambiare questa parte dello script in modo che venga eseguito solo se si passer&agrave; un parametro al prompt di boot. Ad esempio:
  <code>
if &lsqb; "NEWMODULES" == "1" &rsqb; ; then
    depmod -a
fi
  </code>
  <tag>
/etc/rc.d/rc.inet2</tag>Questo script avvia servizi di rete come nfs.
Probabilmente non serviranno e sicuramente non all'avvio. Rinominare questo 
script in qualche modo come, ad esempio, RC.inet2 - questo impedir&agrave; che venga eseguito all'avvio e si potr&agrave; avviarlo manualmente quando necessario.
  <tag>
/etc/rc.d/rc.pcmcia</tag>Sull'Aero si deve rinominare anche questo script, 
altrimenti si perder&agrave; la possibilit&agrave; di usare il lettore floppy 
all'avvio. &Egrave; opportuno prenderlo in considerazione anche per tutti gli altri tipi di portatili con caratteristiche ridotte - si pu&ograve; sempre avviarlo 
manualmente prima di inserire una scheda.
 </descrip>
</p> <p>
Una volta che questi cambiamenti sono stati fatti, si &egrave pronti per 
riavviare.
 </p>
 <sect1>
Configurazione post-riavvio
 <p>
Se sono state fatte le modifiche raccomandate nella sezione <ref id="sec:prebootconfig" name="Configurazione pre-riavvio">
il processo di avvio richieder&agrave; solo qualche minuto, e non diverse ore. 
Fare il login come root e verificare se tutto funziona correttamente.
 </p>
 <sect2>
Riusare la root temporanea
 <p>
Quando si &egrave; sicuri che l'installazione &egrave; solida, si pu&ograve; 
riutilizzare la partizione che &egrave; stata usata come root temporanea. Non 
limitarsi a cancellarne il contenuto, ma si riformatti il file-system. 
&Egrave; necessario ricordare che mke2fs contenuto nel mini-Linux &egrave; 
troppo datato.
 </p>
 <p>
Se si intende riutilizzare questa partizione come /home, ricordare di non 
creare alcun account utente fino a quando non &egrave stato completato questo 
passaggio.
 </p>
 <sect2>
Altri trucchi di configurazione
 <p>
In una quantit&agrave; di RAM cos&igrave; ridotta, ogni minimo accorgimento
aiuta. Esplorare gli script di init di Slackware in stile BSD presenti
nella cartella /etc/rc.d/ e commentare tutto quello che non serve. Per altri
suggerimenti vedere il Small Memory mini-HOWTO di Todd Burgess:
<htmlurl url=" http://eddie.cis.uoguelph.ca/~tburgess/" name=" http://eddie.cis.uoguelph.ca/~tburgess/">.
 </p>
 <sect>
Conclusione
 <p>
Tutto &egrave; stato completato. Ora si ha un portatile con le
utilit&agrave; di base e dai 50 ai 70mb liberi per qualsiasi cosa extra
necessaria. Si faccia attenzione a non creare gravi danni in quanto su
macchine cos&igrave; vecchie &egrave; molto pi&ugrave; facile modificare
un'installazione esistente che iniziarne una nuova da capo.
 </p>
 <sect>
Appendice A <label id="sec:appendixA">
 <p>
Questa appendice elenca i pacchetti (se presenti) di ogni categoria che possono 
essere inclusi nell'installazione e indica le motivazioni della loro 
inclusione o omissione. Non volendo installare X, le categorie relative 
sono state ignorate.
</p>
<p>
Sebbene questa appendice si riferisca specificamente alla distribuzione 
Slackware, pu&ograve; essere usata come guida per qualsiasi altra delle principali distribuzioni di Linux.
 </p>
 <sect1>
A - Sistema Linux di base
 <p>
La maggior parte dei pacchetti in questa categoria sono essenziali, persino
quelli che non sono indicati come &quot;required&quot; dal programma di
installazione di Slackware. Per questa ragione vengono elencati quei
pacchetti che si ritengono ragionevolmente da escludere al posto di tutti i
programmi non obbligatori che sono stati installati.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti ritenuti validi per l'omissione:
 <p>
 <descrip>
<tag>kernel (ide, scsi, ecc.)</tag>
Non serve installare alcuno di questi, si ha la possibilit&agrave; di scegliere 
un kernel alla fine del processo di installazione.
<tag>aoutlibs</tag>
Sono utili solo se si vuole usare eseguibili nel vecchio formato a.out. 
Omettendoli si risparmia una notevole quantit&agrave; di spazio sul disco fisso. 
Omesse.
<tag>bash1</tag>
bash2 (chiamata semplicemente bash nella lista dei programmi Slackware) &egrave; 
richiesta dagli script di configurazione di Slackware ma ci sono moltissimi 
altri script che richiedono bash1. Io l'ho inclusa.
<tag>getty</tag>
agetty &egrave; il getty di default per Slackware; questo pacchetto contiene 
getty e uugetty come alternative. Si include solo se servono le loro 
funzionalit&agrave; extra. Omesso.
<tag>gpm</tag>
Personalmente, lo trovo molto utile alla console (la trackball dell'Aero &egrave; 
molto comonda) ma non essenziale. Incluso.
<tag>icbs2</tag>
Non necessario. Omesso.
<tag>isapnp</tag>
Non necessario. Omesso.
<tag>loadlin</tag>
Non necessario nella configurazione descritta qui - tranne se il proprio vecchio 
portatile ha alcune peculiarit&agrave; che richiedono un driver DOS per 
caricare alcuni dei suoi dispositivi. Omesso.
<tag>lpr</tag>
Si potrebbe pensare che &egrave; possibile stampare da qualsiasi desktop nelle 
vicinanze ma &egrave sempre utile avere la possibilit&agrave; di stampa 
su un portatile. Incluso.
<tag>minicom</tag>
Non un'inclusione obbligatoria a meno che si voglia creare con il portatile delle 
connessioni dial-up. Molto utile. Incluso.
<tag>pciutils</tag>
Non richieste su questi vecchi portatili. Omesso.
<tag>quota</tag>
Non vitale ma pu&ograve; essere usato per impostare i limiti che proteggono 
dal riempire lo spazio limitato disponibile su questi portatili. Incluso.
<tag>tcsh</tag>
Si consiglia di usare ash come shell di login. Includerla solo se serve per i 
suoi script. Omesso.
<tag>umsprogs</tag>
Si pu&ograve; evitare ed essere comunque in grado di accedere ai floppy UMSDOS.
Omesso.
<tag>scsimods</tag>
Non usarlo su questi portatili. Omesso.
<tag>sysklogd</tag>
Pu&ograve; interferire con apmd ma offre informazioni essenziali. Incluso.
 </descrip>
</p> <sect3>
Pacchetti installati:
 <p>
aaa_base, bash, bash1, bin, bzip2, cpio, cxxlibs, devs, e2fsprog, elflibs,
 elvis, etc, fileutils, find, floppy, fsmods, glibcso, gpm, grep, gzip, hdsetup,
 infozip, kbd, ldso, less, lilo, man, modules, modutils, pcmcia, sh_utils, shadow,
 sudo, sysklogd, sysvinit, tar, txtutils, util, zoneinfo
 </p>
 <p>
Dimensione complessiva: 33.4 MB
 </p>
 <sect1>
AP - Applicazioni non X
 <p>
Nessuna di queste applicazioni &egrave;, strettamente parlando, essenziale 
- invece ash &egrave; veramente importante per operazioni sensate in 4mb di 
RAM. Escludendoli tutti si pu&ograve; salvare spazio vitale per installare le 
proprie applicazioni preferite. Si &egrave; scelto un numero di strumenti 
minimale che è meglio avere a disposizione.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti ritenuti validi per l'inclusione:
 <p>
 <descrip>
<tag>apsfilter</tag>
Non &egrave; molto utile avere il supporto di stampa se poi si pu&ograve; 
stampare solo file di testo. Incluso.
<tag>ash</tag>
Questa &egrave; &quot;la shell&quot; per le macchine con poca memoria:
occupa solo 60k. La si usi come shell di login di default se non si vuole
attendere ogni volta 10 secondi per far apparire e riapparire il prompt dei
comandi. Inclusa.
<tag>editor (jed, joe jove vim)</tag>
elvis &egrave; l'editor di default di Slackware ed una parte richiesta 
dell'installazione. Se si &egrave; un fan di vi questo &egrave; tutto quello 
che c'&egrave; da sapere: installare vim sar&agrave; disastroso date le restrizioni di 
spazio. Se si pu&ograve; accantonare vi e usare un editor pi&ugrave; in stile 
DOS, joe &egrave; il pi&ugrave; piccolo. I fan di emacs, con un po' di auto-disciplina, 
potranno prendere in considerazione jed o jove invece di eccedere oltre la dimensione massima. 
Omesso.
<tag>enscript</tag>
Se hai gi&agrave; apsfilter, in pratica non serve. Omesso.
<tag>ghostscript</tag>
Includendo i font diventa grande circa 7,5mb. Da escludere fino a dopo
l'installazione di base, dopo si pu&ograve; valutare se serve. Omesso.
<tag>groff</tag>
Necessario per le pagine man. Incluso.
<tag>ispell</tag>
Non essenziale ma molto utile nei casi di digitazione troppo veloce. Incluso.
<tag>pagine di manuale</tag>
Incluse!
<tag>mc</tag>
Slackware fornisce una compilazione leggera di mc ma non essenziale se si &egrave a proprio agio con la linea di comando. Omesso.
<tag>quota</tag>
Non necessario su una macchina che non &egrave; multi-utente, ma si pu&ograve;,
come me, trovarlo utile per non devastare lo spazio ridotto a disposizione. Incluso.
<tag>rpm</tag>
Non c'&egrave; da preoccuparsi: se si ha intenzione di installare un rpm, si usi rpm2tgz su una macchina desktop per trasformarlo in un pacchetto tgz - successivamente si possono usare gli strumenti di installazione standard di Slackware. Omesso.
<tag>sc</tag>
Un foglio di calcolo utile e molto piccolo. Incluso.
<tag>sudo</tag>
Non essenziale ma lo ritengo utile in questa situazione: ambiente ridotto e difficoltoso da reinstallare se si fa qualche errore - sudo aiuta a creare profili utente con i permessi di super utente per fare ci&ograve; che &egrave; necessario, senza il timore di procurare danni al proprio disco. Incluso.
<tag>texinfo</tag>
Documentazione info. Inclusa.
<tag>zsh</tag>
Escluderla a meno che non le si sia dedito o si abbiano script che devono usarla. Omessa.
</descrip>
</p> <sect2>
Pacchetti installati:
 <p>
apsfilter,ash, diff, groff, ispell, manpages, quota, sc, sudo, texinfo
 </p>
 <p>
Dimensione complessiva: 8.1 MB
 </p>
 <sect1>
D - Strumenti software di sviluppo
 <p>
In questo spazio si potrebbe includere C o C++, ma il pacchetto della libreria glibc &egrave; troppo grande, quindi un
po' di snellimento sar&agrave; 
necessario. Prima completare l'installazione principale e poi tentare l'installazione.
 </p>
 <p>
C'&egrave; spazio per Perl e Python.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti installati:
 <p>
Nessuno
 </p>
 <sect1>
E - Emacs
 <p>
Non uso Emacs e ho risparmiato automaticamente dello spazio. D'altra parte, 
se si &egrave; un fan di Emacs, lo si usa probabilmente per e-mail, news e programmazione: quindi si dovr&agrave; tenere libero dello spazio omettendo altri pacchetti.
 </p>
 <p>
Se si vuole Emacs, &egrave; una buona idea escluderlo fino a quando l'installazione di base non &egrave; completata. Una volta che il portatile sia funzionante, nel proprio tempo libero si pu&ograve; provare ad installare tutto quanto si voglia o si abbia bisogno.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti installati:
 <p>
Nessuno
 </p>
 <sect1>
F - FAQ e HOWTO
 <p>
Se si sa tutto, non servono. Io ho installato tutto il gruppo.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti installati:
 <p>
howto, manyfaqs, mini-howto
 </p>
 <p>
Dimensione complessiva: 12.4 MB
 </p>
 <sect1>
K - Sorgente del kernel
 <p>
Si pu&ograve; evitare. Se tutto ci&ograve; che si vuole &egrave; leggere il sorgente, si prosegua.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti installati:
 <p>
Nessuno
 </p>
 <sect1>
N - Applicazioni e strumenti software per il networking
 <p>
Questi pacchetti sono stati selezionati per offrire strumenti di base per il 
networking, la possibilit&agrave; di connessioni dial-up, e-mail, web e news.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti installati:
 <p>
dip, elm, fetchmail, mailx, lynx, netmods, netpipes, ppp, procmail, trn,
 tcpip1, tcpip2, uucp, wget
 </p>
 <p>
Dimensione complessiva: 15.1 MB
 </p>
 <sect1>
Tetex
 <p>
Un altro pacchetto che pu&ograve; essere evitato. Non sono in grado di dire se funzionerebbe nello 
spazio disponibile.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti installati:
 <p>
Nessuno
 </p>
 <sect1>
Y - Collezione di giochi BSD
 <p>
Personalmente non ne posso fare a meno. Se si ha veramente bisogno degli ultimi 5 mb, posso essere omessi.
 </p>
 <sect2>
Pacchetti installati:
 <p>
bsdgames
 </p>
 <p>
Dimensione complessiva: 5.4 MB
 </p>
 <sect1>
Risultato finale
 <p>
In totale i pacchetti installati, pi&ugrave; il kernel, occupano circa 75 mb di 
spazio di cui 19.5 mb sono nella partizione di root e 55.5 mb in /usr. 
Sull'Aero sono rimasti 39 mb in /usr e 74 mb sul T1910.
 </p>
 <sect>
Appendice B - Risorse importanti per questo HOWTO<label id="sec:resourcesrelevant">
 <p>
 <descrip>
  <tag>
Linux Laptop HOWTO</tag><htmlurl url="http://www.snafu.de/~wehe/Laptop-HOWTO.html" name="http://www.snafu.de/~wehe/Laptop-HOWTO.html">
  <tag>
Small Memory mini-HOWTO</tag><htmlurl url=" http://eddie.cis.uoguelph.ca/~tburgess/" name=" http://eddie.cis.uoguelph.ca/~tburgess/">
  <tag>
Linux on Laptops</tag><htmlurl url="http://www.cs.utexas.edu/users/kharker/linux-laptop/" name="http://www.cs.utexas.edu/users/kharker/linux-laptop/">
HOWTO e FAQ di installazione per un ampio raggio di macchine.
  <tag>
Linux T1910 FAQ</tag><htmlurl url="http://members.tripod.com/~Cyberpvnk/linux.htm" name="http://members.tripod.com/~Cyberpvnk/linux.htm">
  <tag>
Linux Contura Aero FAQ</tag><htmlurl url="http://domen.uninett.no/~hta/linux/aero-faq.html" name="http://domen.uninett.no/~hta/linux/aero-faq.html">
  <tag>
Contura Aero FAQ</tag><htmlurl url=" http://www.reed.edu/~pwilk/aero/aero.faq" name=" http://www.reed.edu/~pwilk/aero/aero.faq">
FAQ comprendente tutti gli aspetti del Contura Aero, compilata dai moderatori 
della mailing list Aero. Sezione Linux Buona.
 </descrip>

 </article>

